
2024: 40° FESTA DELLA GHIRONDA
La quarantesima edizione ha avuto il sapore delle vere ripartenze: dopo alcuni anni più sottotono, la Festa è tornata nelle mani dei giovani dell’associazione, che con entusiasmo e determinazione hanno ripreso le redini per riportare l’evento a ciò che è sempre stato nei suoi momenti migliori: un luogo di incontro e reincontro, di scambio e di musica che scende dal palco e invade il paese. Dal 2 al 4 agosto, la festa si è animata tra concerti, stage, la camminata culturale “Ghirondando” attraverso le vie di Soucheres Hautes, Granges e Rivet, e l’immancabile jam finale della domenica, quasi a voler ribadire che la ghironda, a Pragelato, non si ascolta soltanto, ma si vive camminando, ballando e condividendo.
Venerdì sera i Daü, nati dalle ceneri della Magnaut Big Band, hanno riportato in scena la loro storica miscela di musica occitana, slanci irriverenti e voglia di festa, mentre i Lou Dalfin, che dal 1982 reinventano la musica d’òc portandola oltre i confini delle valli piemontesi, hanno dato alla serata il peso dei grandi ritorni e l’energia delle occasioni importanti.
Il sabato ha ben rappresentato il senso della nuova formula: non cercare lontano, ma far dialogare le anime più vivaci della nostra terra. I Balarù hanno fatto girare il ballo con un repertorio che intreccia musiche tradizionali piemontesi con il balfolk europeo; La Péiro Douso ha portato sul palco il ritmo pulsante della tradizione delle valli Chisone e Germanasca; e i Bogianen hanno chiuso la notte dove la festa ama sempre arrivare: nel punto in cui la tradizione smette di essere museo e torna materia viva, tra rap, elettronica, parola d’òc e la voglia di far muovere tutti.
Ne è nata un’edizione profondamente piemontese, nel senso più autentico: ostinata, sonora, popolare, capace di unire memoria e presente. Ed è forse proprio per questo che la 40ª non è sembrata solo una ricorrenza, ma l’inizio di un nuovo capitolo.